×

Vuoi essere reindirizzato a uno dei nostri siti esterni e lasciare amgen.it?

ATTENZIONE, STAI LASCIANDO IL SITO WEB DI AMGEN. Amgen Italia non si assume la responsabilità e non esercita alcun controllo su organizzazioni, visite o accuratezza delle informazioni contenute su questo server o sito.

×

Vuoi essere reindirizzato a uno dei nostri siti esterni e lasciare amgen.it?

ATTENZIONE, STAI LASCIANDO IL SITO WEB DI AMGEN. Amgen Italia non si assume la responsabilità e non esercita alcun controllo su organizzazioni, visite o accuratezza delle informazioni contenute su questo server o sito.

In ascolto dei pazienti

Scuola e giochi in corsia




Nata dalla collaborazione tra Amgen e l’Associazione Italiana Ematologia Oncologia Pediatrica (AIEOP), Scuola e giochi in corsia vuole aiutare bambini e adolescenti con leucemia o altre neoplasie, e quelli sottoposti a procedure di trapianto di cellule emopoietiche, a migliorare la loro qualità di vita, alleviando il senso di isolamento provato durante le lunghe ospedalizzazioni e facilitando il loro rientro alla vita quotidiana al termine delle cure. L’iniziativa è partita dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma integrando il programma Scuola in ospedale del MIUR, coinvolgendo 10 centri AIEOP in Italia. Ogni centro, in base alle proprie esigenze, può scegliere tra un set di strumenti offerti dal programma: materiale scolastico con l’utilizzo di iPad e Kindle per imparare divertendosi; giochi, realtà virtuale e cartoni animati proiettati sui muri delle stanze degli ospedali per ridurre stress e paura; e, ancora, palestre virtuali grazie all’utilizzo di WII Balance per i percorsi riabilitativi.

All’interno del programma riveste un ruolo fondamentale il corpo docente presente in ospedale anche durante i periodi di vacanze scolastiche, ovvero quando l’isolamento si fa sentire ancora di più. L’iniziativa abbraccia tutte le esigenze del bambino, incluse anche quelle della sfera emotiva, grazie al sostegno di psico-oncologi che possono alleviare le preoccupazioni dei bambini e delle loro famiglie. Infine, per piccoli stranieri o di altre religioni, l’iniziativa prevede anche la figura del mediatore culturale che ha il compito di facilitare l’integrazione dei piccoli pazienti dal punto di vista linguistico, culturale e religioso. Clicca qui per leggere il comunicato stampa.