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Al via “Il cuore conta di te - Fai la mossa giusta”, la campagna di sensibilizzazione rivolta alle persone colpite da eventi cardiovascolari

 

 

Stando ad Al Horowitz, uno dei più forti giocatori americani di scacchi del secolo scorso, “Una cattiva mossa può rovinarne quaranta ben giocate”. Un monito che ben si adatta anche alla prevenzione cardiovascolare, specie nel caso di pazienti che hanno già sofferto di un evento come un infarto o un ictus, e in cui il rischio di uno scacco matto è da evitare a ogni costo. Parte da qui la nuova campagna multimediale “Il cuore conta su di te - Fai la mossa giusta”, promossa da Fondazione Italiana per il Cuore e Amgen Italia e rivolta ai pazienti che hanno avuto un evento cardiovascolare acuto. L’iniziativa ha l’obiettivo di sensibilizzare sui principali fattori di rischio e di fare in modo che i pazienti possano verificare l’efficacia del loro stile di vita, oltre ad approfondire l’importanza della continuità terapeutica.

In questo periodo di emergenza, inoltre, il Covid-19 ha avuto e sta continuando ad avere ripercussioni molto negative sullo stato di salute dei pazienti affetti da malattie cardiovascolari. Bastano due numeri, provenienti da uno studio della SIC per comprenderlo: meno 60% i ricoveri per infarto nella fase acuta della pandemia; tasso di mortalità al 14%, il triplo rispetto al 2019. Sono numeri da emergenza nazionale e in buona misura si devono ai molti pazienti che hanno interrotto controlli e terapie per il timore di venire contagiati in ospedale: la fatidica “cattiva mossa” temuta da Horowitz negli scacchi. Obiettivo della campagna è quindi quello di aiutare il paziente a fare sempre la mossa giusta in termini di prevenzione secondaria dopo un importante problema cardiovascolare, specie per quanto riguarda l’ipercolesterolemia: mantenere i valori di colesterolo LDL entro i limiti di sicurezza è infatti fondamentale così come l’aderenza alla terapia. Sul sito www.ilcuorecontasudite.it le persone con un rischio cardiovascolare, ma anche i loro eventuali caregiver, possono così apprendere le buone abitudini da mantenere per una prevenzione a 360°, verificare con un test la validità o meno dei comportamenti messi in atto e approfondire la conoscenza delle terapie per il controllo dell’ipercolesterolemia. Solo un paziente consapevole può infatti mettere sotto scacco le malattie cardiovascolari.

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