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Amgen tra i leader dell’innovazione in una serie di video prodotta dal NASDAQ

Il tempo che stiamo vivendo delinea una vera e propria rivoluzione per la ricerca medico-scientifica. Da pochi decenni siamo infatti entrati in quello che è stato definito il “biosecolo”: un’epoca che ha visto lo sviluppo di farmaci biotecnologici basati sulla conoscenza profonda dei meccanismi biologici della vita e della struttura molecolare. Un cambiamento di paradigma che apre nuovi orizzonti nella cura di malattie ancora oggi senza soluzione e che vede Amgen tra i leader più innovativi. Lo sottolinea Bob Bradway, CEO di Amgen, in uno dei video della serie Innovation Realized prodotta dal Nasdaq-100, mentre spiega come questo sia “un momento straordinario, nel quale possiamo mettere pienamente a frutto gli strumenti della tecnologia per affrontare le sfide della biologia”, sottolineando che “gli innovatori vanno oltre i confini del possibile per cambiare la vita e rimodellare la realtà”.

Il video vede anche la partecipazione di Dave Reese, Vice Presidente della Ricerca & Sviluppo, che aggiunge come per Amgen “uno degli aspetti più entusiasmanti è oggi affrontare ciò che chiamiamo ‘inespugnabile’”. “Attualmente”, continua Reese, “l’80 o l’85% dei target proteici che indirizzano la malattia non possono essere raggiunti con le tecnologie disponibili. Ma stiamo rapidamente imparando a progettare nuove molecole che renderanno ‘espugnabile’ ciò che è ancora non lo è.”

Una volta create in laboratorio queste molecole, testate in studi clinici e approvate dalle autorità regolatorie, dovranno essere prodotte su larga scala, un processo complesso che spesso fa ricorso a cellule vive. “Siamo un’azienda che si è sempre spinta oltre i limiti per tradurre grandi scoperte in terapie avanzate”, afferma quindi Arleen Paulino, Vice Presidente della Produzione Amgen. “Investiamo continuamente nella nostra produzione biotecnologica per essere sicuri di poter garantire ai pazienti una fornitura affidabile e resiliente per i pazienti”.

“Ciò a cui stiamo assistendo è un’integrazione tra i progressi straordinari nella comprensione della biologia umana e della malattia e quelli della tecnologia”, conclude Reese. “È un’integrazione che guiderà la scoperta e lo sviluppo di farmaci per il prossimo mezzo secolo. Ecco, questo è il futuro”.

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