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dal greco leukos (λευκός) bianco e haima (αἷμα) sangue
Sangue Bianco segue tre protagonisti le cui vite sono state segnate dalla leucemia linfoblastica acuta. Jessica e Lorenzo, oggi guariti, ripercorrono la loro esperienza: dalla scoperta improvvisa della malattia alla vita sospesa dell’ospedale, fino al ritorno, non scontato, alla quotidianità. Le loro parole si intrecciano con quelle di Paolo Tallini, padre di Pietro, che non ce l’ha fatta, e che offre una testimonianza lucida e profondamente umana sulla perdita, esprimendo la gratitudine verso la ricerca e sottolineando l’importanza di non sentirsi in colpa per essere sopravvissuti. Il film alterna i luoghi reali delle vite dei due giovani a uno spazio bianco che accoglie il loro racconto più intimo, mentre Tallini appare solo in quel limbo, mantenendo la sua voce in un tempo sospeso. Nel finale, i tre si ritrovano nello stesso spazio bianco: mentre ascoltiamo la lettera che Tallini dedica a Jessica e Lorenzo, scorrono le immagini di Pietro insieme al padre. Un finale toccante, in cui l’amore di chi non c’è più fa da sfondo alle parole rivolte a chi c’è ancora.
Ha ricevuto la diagnosi della malattia a diciassette anni. Dopo una visita di controllo in ospedale non è più tornata a casa per oltre un anno. Ora è guarita dalla malattia e si sta specializzando in chirurgia toracica. Nel tempo libero cura le api con il papà sulle montagne della Valtellina.
Scopre la malattia a dodici anni, nell’estate del 2012, dopo una stagione passata a giocare nei tornei di calcio regionali. Lorenzo è guarito e sta terminando un dottorato di ricerca in diritto.
La passione del pallone continua a fargli battere il cuore.
Racconta la storia di suo figlio Pietro che è mancato nell’agosto del 2023. Paolo ha scritto un libro che si intitola Tante belle persone in cui descrive la dolorosa esperienza della malattia e della perdita del suo unico figlio esprimendo anche la riconoscenza per l’eccellenza della sanità italiana e l’umanità dei medici, ricordando i tanti pazienti che ce l’hanno fatta.
Fondazione Maria Letizia Verga ETS
Da oltre 45 anni la Fondazione Maria Letizia Verga è impegnata nella lotta contro la leucemia infantile, affrontando la malattia e la cura facendosi carico dei problemi della famiglia in nome di un’alleanza terapeutica basata sull’identità di intenti tra medici e genitori. Grazie ai progressi compiuti dalla ricerca oggi più dell’85% dei bambini con leucemia o linfoma guarisce, contro il 30% del 1979. La Fondazione continuerà a lavorare a sostegno della ricerca, perché anche quel 15% di bambini che oggi non ce la fa possa raggiungere la completa guarigione.
Il cortometraggio, selezionato all'interno dello Spazio Cinecittà (Italian Pavilion) al Festival de Cannes 2026, è promosso da Amgen Italia, realizzato con il patrocinio della Fondazione Maria Letizia Verga ETS e liberamente ispirato al libro Tante belle persone di Paolo Tallini, edito da Compagnia Editoriale Aliberti. il cortometraggio è stato scritto e ideato da Morena Rossi e diretto da Lorenzo Cioglia.